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Barbara Ferrieri

Per caso, ma non a caso: così avviene il mio incontro con lo yoga.
Il corpo in movimento, prima con la ginnastica ritmica praticata a livello agonistico e poi con la danza contemporanea, ha rappresentato per anni la mia forma di espressione e ricerca personale insieme agli studi di filosofia. Ma per quanto volessi andare in profondità, la forma esteriore di un gesto o l'elucubrazione mentale avevano sempre la meglio e mi mancava qualcosa.

Per caso, dieci anni fa, inciampo in un volantino su una scuola di Ashtanga yoga proprio accanto al mio ufficio. Gradualmente la pratica diventa una necessità che si trasforma in consapevolezza e studio quando inizio a praticare Vinyasa yoga con Marco Migliavacca e Giovanna De Paulis. Grazie alla loro guida ho capito cosa mancava alla mia ricerca: il respiro. L’attenzione al respiro mi ha rivelato che quello che cercavo fuori era già dentro di me; mi ha permesso di connettere testa e corpo; ha dato più chiarezza all’intenzione e ha reso più consapevole il movimento, l’azione; ha sprigionato un'energia nuova e ha aperto il mio cuore a me stessa e all’altro migliorando la mia vita e le mie relazioni anche fuori dal tappetino.

Dopo avere concluso il percorso di formazione insegnanti ‘Officina Yoga’, queste sono le qualità che sono grata di potere condividere in [hohm] e che sto continuando ad approfondire nella mia pratica.